Insalate in busta: sono davvero sicure?
La rubrica “Gocce di Nutrizione” della vostra Nutrizionista a Roma, Dott.ssa Serenella Posta della Posta, oggi affronterà il problema della sicurezza delle Insalate in busta pronte all’uso.
L’ingrediente segreto delle insalate in busta è senz’altro il risparmio di tempo, ma… è sicuro mangiare l’insalata confezionata e pronta all’uso senza effettuare un ulteriore lavaggio?
Le teorie sull’argomento sono spesso discordanti, come lo sono i risultati degli studi effettuati.
Infatti, la maggior parte degli studi vengono condotti sul prodotto appena confezionato, sottoposto per legge a due cicli di lavaggio, che riducono notevolmente la carica batterica, senza però annullarla del tutto; ed è proprio questo il problema principale, poiché, nel tempo che intercorre tra il confezionamento ed il consumo, i batteri si riproducono in modo esponenziale soprattutto se non vengono rispettati i criteri di corretta conservazione.
Ma… andiamo con ordine: cerchiamo innanzitutto di fare una distinzione tra “Insalate in busta pronte all’uso”, che sono quelle di cui parliamo oggi, e le “Insalate in busta da lavare”, che si trovano sugli stessi banchi del supermercato con confezioni molto simili alle precedenti e che spesso possono trarre in inganno il consumatore.
Quindi, come dice sempre la vostra Nutrizionista a Roma, IMPARIAMO A LEGGERE LE ETICHETTE:
Le insalate di IV gamma, ossia quelle pronte da condire e portare in tavola, che sono state sottoposte ad una accurata selezione, a diversi lavaggi e ad asciugatura, prima di essere confezionate ed etichettate, riporteranno scritto in evidenza “Prodotto lavato e pronto al consumo”, o qualche dicitura analoga; quelle che invece, seppur molto simili per aspetto, sono state solo selezionate e mondate, ma non sottoposte ai cicli di lavaggio previsti per la categoria precedente, presenteranno l’indicazione di dover essere “lavate prima dell’uso”, ma spesso questa informazione non è sufficientemente evidente.

Ma torniamo alle nostre insalate “PRONTE ALL’USO”
Per quanto riguarda questa tipologia di prodotto, la normativa prevede che siano del tutto assenti microrganismi patogeni come la Listeria, Salmonella e alcuni tipi di E. Coli, ma non prevede limiti per la carica batterica totale.

Questo significa che già al momento del confezionamento all’interno della busta di insalata sarà presente una, seppur bassa, carica batterica, che in quel momento e in quello stato di conservazione non è in grado di arrecare nocumento all’uomo.
Ma… cosa accade con il passare dei giorni?
Se il prodotto viene conservato correttamente e consumato rapidamente, la carica batterica, pur aumentando nel tempo ( dopo 3 giorni di frigorifero aumenta di circa 100 volte) rimane nei limiti di non patogenicità … ma, se la conservazione non è avvenuta in modo corretto e si è interrotta la catena del freddo prima di giungere sulla tavola del consumatore, la situazione cambia totalmente.
La rottura della catena del freddo, ossia di quel processo di mantenimento della temperatura dei prodotti alimentari per l’intera durata del percorso che dalla produzione arriva alla tavola del consumatore, è il vero problema delle insalate in busta prive di conservanti ed additivi.
Variazioni della temperatura, anche solo per una-due ore, hanno effetti determinati sulle proprietà igieniche e qualitative del prodotto.
Come già accennato, la rottura della catena del freddo, può avvenire in una qualsiasi delle fasi di vita del prodotto (dal confezionamento alla tavola), ma i momenti di maggiore criticità si registrano nelle ultime fasi, che comprendono la permanenza sui banchi del supermercato, il trasporto a casa e la conservazione nei frigoriferi domestici.

Durante queste fasi, purtroppo, è facile che il prodotto venga esposto a sbalzi di temperatura che lo portano al di fuori del range di conservazione fissato tra 0 e 4 gradi centigradi, esponendolo, di conseguenza, ad una crescita batterica esponenziale che ne compromette la salubrità.
Quindi, non essendo possibile stabilire se la nostra insalata sia stata conservata correttamente o se abbia subito una rottura della catena del freddo, a livello precauzionale, sarebbe opportuno procedere sempre al lavaggio del prodotto, utilizzando mezzo bicchiere di aceto bianco diluito in due litri di acqua, per circa un minuto.
Seguite i consigli della vostra Nutrizionista a Roma, Dott.ssa Serenella Posta della Posta.