Reflusso Gastroesofageo…
..come migliorare i sintomi con uno stile di vita ed un’alimentazione adeguati.

La malattia da reflusso gastroesofageo, nota anche come MRGE, è una condizione caratterizzata da un passaggio retrogrado di contenuto gastrico verso l’esofago, a causa del quale compaiono tipici sintomi, fastidiosi per il paziente o, addirittura, lesioni a carico della mucosa esofagea.

Entro certi limiti, se parliamo di minimi eventi della durata di pochi secondi, il reflusso del contenuto gastrico all’interno dell’esofago, può essere considerato un evento fisiologico, generalmente non avvertito dal soggetto.

Quando invece i reflussi aumentano in numero e durata (superiori a 50 al giorno e fino a 3-5 minuti ciascuno), essi determinano un’infiammazione della mucosa esofagea che risulta essere responsabile della sintomatologia della malattia da reflusso gastroesofageo.

Da un punto di vista fisiopatologico la malattia si sviluppa in seguito a uno squilibrio fra meccanismi difensivi ed elementi aggressivi.

Da un punto di vista anatomico, esiste una barriera fisiologica antireflusso, detta Giunzione Esofago-gastrica (GEG), costituita da componenti anatomo-funzionali che impediscono al materiale gastrico o duodeno-gastrico di refluire all’interno dell’esofago, creando una struttura valvolare complessa.

Tali componenti sono: lo sfintere esofageo inferiore (SEI), diaframma crurale (DC), l ’angolo di His ed il legamento freno-esofageo.

Ogni alterazione di questo delicato sistema di difesa è responsabile dello sviluppo della MRGE

Normalmente, in condizioni fisiologiche, il SEI e il DC sono spazialmente allineati, mentre in caso di ernia iatale, si viene a creare una netta separazione, aumentando la probabilità di avere reflussi patologici.

Da un punto di vista clinico, la MRGE si presenta con sintomi “tipici” come la pirosi retrosternale, il rigurgito, la disfagia, il dolore toracico di origine esofagea e il bolo faringeo. Spesso, tuttavia,  possono essere presenti sintomi “atipici” o “extraesofagei” che coinvolgono il cavo orale e la gola, come raucedine, tosse cronica, lesioni dentarie o alterazioni a carico delle corde vocali (laringite, noduli o granulomi), apparentemente meno ricollegabili agli episodi di reflusso acido esofageo.

La diagnosi si basa su un’accurata anamnesi sintomatologica (diagnosi clinica) ed eventualmente sull’utilizzo di alcune indagini strumentali in caso di sintomi di allarme, età avanzata o mancata risposta alla terapia.

Stile di vita e gestione della MRGE

Poiché la malattia da reflusso gastroesofageo è una malattia cronica che tende a recidivare, è opportuno che il paziente, adotti una corretta dieta e un idoneo stile di vita al fine di limitare o ridurre l’uso di farmaci.

Esistono infatti alcune strategie utili per migliorare questa condizione e per cercare anche di ridurre l’uso dei famosi “inibitori di pompa” come lansoprazolo, pantoprazolo… che, soprattutto nel lungo termine, possono causare importanti effetti indesiderati (di cui parleremo presto in un altro articolo dedicato).

PERDITA DI PESO

(in caso di sovrappeso o obesità con aumento della circonferenza addominale)

Gli studi randomizzati controllati sullo stile di vita dei pazienti con MRGE hanno dimostrato che l’intervento più determinante è favorire la perdita di peso (dal 7% al 10% del peso corporeo iniziale).

PASTI NON TROPPO ABBONDANTI ED ENERGETICI

Cercare di effettuare pasti non troppo abbondanti e con un apporto energetico contenuto, migliora notevolmente la sintomatologia dovuta al reflusso; questo perché un pasto molto abbondante rallenta lo svuotamento gastrico, prolungando così la distensione gastrica e riducendo il tono del della giunzione gastro esofagea.

Fare pasti meno abbondanti e meno calorici favorirà un minore rilassamento della valvola gastroesofagea, comunemente chiamata cardias, evitando che il contenuto acido dello stomaco, possa risalire attraverso la mucosa esofagea.

RIDUZIONE DEI CARBOIDRATI

Secondo uno studio pubblicato su Nutrients, diete a basso contenuto di carboidrati permettono un miglioramento significativo negli esiti correlati al reflusso gastroesofageo.

In effetti, i carboidrati possono peggiorare i sintomi della MRGE a causa dei prodotti di fermentazione, che vengono prodotti nel colon, aumentando la produzione di gas a livello intestinale, e causando la formazione di aria che determina la spinta verso l’alto del contenuto gastrico, peggiorando i sintomi del reflusso.

RIDUZIONE DEI GRASSI

Alimenti ad alto contenuto di grassi sono empiricamente in grado di ridurre la pressione SEI e di prolungare il tempo di svuotamento gastrico; i grassi e le proteine animali, in particolare, sembrano aumentare la secrezione acida e i livelli di gastrina.

Un altro meccanismo che determina questa “ipersensibilità al reflusso” determinata dai grassi è  il rilascio di un ormone, la colecistochinina, che serve per facilitare la digestione e viene prodotto proprio soprattutto in presenza di grassi. Questo ormone può facilitare il rilassamento del cardias, determinando, così, un peggioramento dei sintomi.

 PROTEINE VEGETALI

Un recentissimo lavoro eseguito con pH-impedenziometria, confrontando nello stesso paziente gli effetti di un pasto con prevalenza di proteine animali e quelli di un pasto con prevalenza di proteine vegetali ha dimostrato, su circa 150 pazienti, che il pasto ricco in proteine animali era seguito da un maggior numero di reflussi totali e acidi.

 Gli alimenti che peggiorano la sintomatologia e sarebbe meglio evitare al’interno della propria alimentazione sono i seguenti:

  • Alimenti ricchi di grassi (soprattutto animali)
  • Caffè
  • Bevande alcoliche
  • Bevande contenenti cola
  • Bevande gassate
  • Cioccolato
  • Menta
  • Cipolla e aglio
  • Peperoncino e pepe
  • Spremute di arancia e agrumi a stomaco vuoto
  • Pomodori crudi
  • Cibi molto freddi o molto caldi

ULTERIORI NORME COMPORTAMENTALI SUGGERITE

  • Evitare il fumo di sigaretta
  • Evitare abiti troppo stretti
  • Mantenere una postura eretta durante e dopo i pasti
  • Mangiare lentamente, masticando i cibi adeguatamente prima di deglutire
  • Coricarsi almeno 3 ore dopo aver consumato un pasto
  • Non eseguire sforzi fisici dopo i pasti
  • Elevazione della testiera del letto
Reflusso esofageo le regole per vivere meglio